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[CLUB GAMeC PRIZE – GIUSEPPE CASAROTTO] MARGHERITA RASO VINCE LA X EDIZIONE

Sabato 13 Giugno si è tenuta l’inaugurazione e la premiazione della X edizione del Club GAMeC Prize-Giuseppe Casarotto.

Per il 2026 la mostra collettiva Alfabeti del possibile, curata da Giacomo Pigliapoco e allestita per la prima volta negli spazi della GAMeC di Bergamo, visitabile fino al 6 Settembre, ha visto la partecipazione di quattro artisti finalisti: Margherita Raso, Isabella Costabile, Leonardo Devito e Alice Visentin.

La giuria, presieduta da Lorenzo Giusti (direttore della GAMeC), e composta da Matteo Lucchetti (direttore di ParCO – Parma Contemporanea), Ilenia Carnio Paneghini (collezionista e sostenitrice del Club GAMeC), Chiara Traversi (collezionista e consigliera del Club GAMeC) ed Eleonora De Blasio (curatrice della IX edizione del Club GAMeC Prize), ha deciso di assegnare il riconoscimento a Untitled (2023), opera di Margherita Raso, artista italiana nata nel 1991.

L’opera, realizzata in tessuto Jacquard e sostenuta da una struttura in ferro e magneti, si presenta come un lavoro capace di attraversare i linguaggi della pittura e della scultura, mettendo in dialogo memoria, materia e rappresentazione del corpo. Su una trama tessile densa di rimandi storici, economici e simbolici, emergono figure umane colte in una dimensione di instabilità e trasformazione: mani, gambe e busti appaiono frammentati e sospesi, evocando la fragilità delle narrazioni collettive e la capacità dei corpi di diventare luoghi di trasmissione e risignificazione culturale.

 

 

L’opera verrà acquistata dal Club GAMeC e donata alla collezione permanente del museo GAMeC di Bergamo.

La mostra si inserisce all’interno del programma che la GAMeC dedica alla riflessione sulla Pedagogia della Speranza di Paulo Freire. Partendo dai concetti di “alfabeto” e “possibile”, il progetto espositivo propone una pluralità di sguardi e di linguaggi attraverso cui leggere e reinterpretare il mondo, offrendo spazio a visioni capaci di rendere visibile ciò che spesso rimane marginale o invisibile.