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[club gamec private view] Davide Allieri – Balance

Lo scorso lunedì il Club GAMeC ha organizzato un evento esclusivo per i soli soci sostenitori della nostra Associazione: una serata in compagnia dell’artista Davide Allieri, protagonista della mostra Balance, presso lo Spazio Sanpaolo Invest a Treviglio.

Un’opportunità importante per visitare la mostra e conoscere direttamente Davide, un giovane artista bergamasco la cui ricerca ha inizio dai tempi dell’Accademia di Brera partendo da gesti ritualizzati, disegni, impronte, e dall’influenza dell’arte classica.

Testo by Ginevra Bria

Attraverso l’installazione di tre lavori (Billdor, dalla serie Empty Support; 0,600, dalla serie Cubic Meters Of Nothing; Plain Corner, dalla serie Cast Away) l’artista assume e distanzia i rapporti equivalenti, i legami comparati tra la conoscenza che deriva dalla visione oggettiva del mondo e il nostro sentimento soggettivo, interiorizzando porzioni di spazio.

In Balance tutto può essere espresso con la linea e il colore in un rapporto equivalente all’interno di una composizione nella quale i piani rettangolari, formati dalla pluralità delle linee rette, in opposizione ortogonale fra loro e necessari per determinare l’assenza di ogni spettro di colore, si dissolvono in virtù del loro carattere uniforme.

Davide Allieri ha il potere di sospendere le immagini che hanno aderito al mondo e che sostano nei suoi lavori – dalla struttura di un billboard, all’incompletezza di una teca, al calco stratificato di un edificio. In antitesi con la vischiosità ricorsiva della generazione e della devitalizzazione delle immagini, l’artista crea dispositivi che le rendono immediatamente non più eliminabili. Per lui è possibile esprimere l’immutabile in opposizione al carattere variabile delle trasformazioni proiettive della forma, dei mutamenti luministici e cromatici dei colori del mondo, attraversato dai rapporti di dimensione. Qui vedere non è dimenticare, qui il flusso incessante di sintesi della rappresentazione cessa di indebolire informazioni e immagini mediandole, ricomponendole e sovrapponendole a informazioni prime, che ci rallentano e ci attirano verso di loro.

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