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[club upcoming event] lunch domenicale in occasione del club gamec prize 2017

In occasione della mostra Concretizing the uninhabitable tutti i Soci del Club sono invitati al lunch domenicale, che si terrà in occasione della proclamazione del vincitore del Club GAMeC-Prize 2017, presso lo spazio MAGUS – Cibo, Arte, Spettacolo & Cultura, a Bergamo. 

L’iniziativa prevede una quota di partecipazione di 30 € a persona quale contributo aggiuntivo al fondo per l’acquisizione dell’opera premiata che andrà a far parte della Collezione Permanente di GAMeC. 

Vi chiediamo gentilmente di confermare la vostra gradita partecipazione all’indirizzo gameclub@gamec.it entro e non oltre giovedì 25 maggio.

L’evento Club GAMeC Prize 2017 inaugura nell’ambito di The Blank ArtDate – Sacro/Sagra (26, 27, 28 Maggio 2017). La settima edizione di The Blank ArtDate, le tre giornate dedicate all’arte contemporanea organizzate a Bergamo, è strutturata sull’esempio della festa popolare e riflette sul tema del Sacro.

Secondo tutto quello che può dirci la scienza, l’universo è pressoché vuoto:
molto spazio vuoto e poca materia; e là dove c’è materia,
essa è quasi ovunque in caotica turbolenza e inabitabile.
Karl R. Popper, Il razionalismo critico, Armando Editore, 2002

Riccardo Baruzzi, la cui potenza evocativa dell’opera risiede nell’enfasi della sottrazione, sospesa tra raffigurazione e astrazione, esplora delicatamente e allusivamente le nozioni dell’incompiuto e del provvisorio.

Matteo Callegari, partendo da un immaginario figurativo di matrice classica, aspira ad una versione pittorica sdrammatizzata ed essenziale volta a creare spazi aperti adornati da ramificati accostamenti cromatici.

Giulia Cenci articola la propria ricerca in una dimensione spazio-temporale che è in bilico tra il visibile e l’invisibile. Analizza e smembra gli oggetti per poi rianimarli, mediante un processo personalizzato e secondo il quale, come diceva Walter De Maria: «Questa colonna affonda in profondità nel terreno, fino al punto da diventare invisibile.»

Priscilla Tea descrive gli spazi nel loro momento di mezzo. Mediante una pittura duale tra tecnica digitale e regole analogiche che si sviluppa su grandi dimensioni, propone nuove prospettive, spazi metafisici ed estensioni meditative, in bilico tra reale e virtuale.

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